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Mostra L�occhio in gioco a Palazzo del Monte di Piet� di Padova

La Mostra L�occhio in gioco in corso a Palazzo del Monte di Piet� di Padova: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostra JL�occhio in gioco Padova
L�occhio in gioco - Palazzo del Monte di Pietà, Via Monte di Pietà, 8 (Piazza Duomo) - Padova

(Foto: Umberto Boccioni. Bozzetto per La città sale, 191, Pinacoteca di Brera)

Mostra in corso dal 24 settembre 2022 al 26 febbraio 2023

A Palazzo del Monte di Pietà apre la mostra L’occhio in gioco.

Comunicato Stampa della Mostra L�occhio in gioco

�L�occhio in gioco� � una di quelle mostre che si presume di poter ammirare in una delle grandi sedi espositive di New York o Londra. Laddove ci si attende qualcosa che vada molto oltre il consueto, il gi� visto.

L�occhio guarda, cattura, legge, ordina, compone. Ma pu� essere ingannato, raggirato, imbrogliato. E questa mostra, camminando sul confine tra arte e scienza, tra colore e movimento, racconta nei secoli la sottile differenza tra ci� che � vero e ci� che potrebbe esserlo ma non lo �.

Originale nel taglio curatoriale, affidato a Luca Massimo Barbero per la parte storica e a Guido Bartorelli, Giovanni Galfano, Andrea Bobbio e Massimo Grassi dell�Universit� di Padova per la parte dedicata al Gruppo N e alla psicologia della percezione, questa ricchissima esposizione vivr� a Padova, in Palazzo del Monte di Piet�, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha voluto proporla � in collaborazione con l�Ateneo Patavino � nell�ambito delle celebrazioni per gli 800 anni di storia ed attivit� di una delle Universit� pi� antiche al mondo, nel solco dell�indagine del rapporto tra arte e scienza gi� inaugurato nel 2017 con la mostra �Rivoluzione Galileo, l�arte incontra la scienza�.

Nel percorso di �L�occhio in gioco� si � condotti a misurarsi con arte, fotografia, miniatura, scultura, scienza e tecnica. Assistendo all�inganno del movimento e dello stesso colore, con occhio e mente condotti a percepire come un unicum ci� che nella realt� fattuale � composito. Fenomeni che erano gi� ben noti ad artisti, alchimisti e filosofi dei tempi lontani, come testimoniano le antiche miniature e le mappe celesti presenti in mostra, esempi primigeni della necessit� e abilit� dell�uomo di accostare colori dando vita a una sorta di caleidoscopio magico. Immagini del mondo e antiche sfere armillari sono accostate a costruzioni Bauhaus e contemporanee, a rivelare una continuit� inaspettata.

Arte e scienza, nelle sue svariate accezioni dagli studi sull�ottica alla teoria del colore, insieme per dar vita ad un confronto affascinante di concetti, movimenti, miraggi. Gli studi di Goethe, Runge e Henry saranno accostati in mostra con le opere dei grandi maestri che hanno affrontato, ciascuno a proprio modo, il tema della percezione visiva: da Seurat a Kandinsky, da Klee a Boccioni.

Dal movimento rappresentato agli oggetti in movimento, un vorticoso alternarsi di strumenti scientifico-tecnologici e oggetti artistici porteranno il visitatore a scoprire gli albori del cinema (dai fratelli Lumi�re a Man Ray) e della fotografia sperimentale (da Bragaglia a Muybridge).

In un percorso che alterna i grandi protagonisti del secolo breve, da Calder a Munari, da Duchamp a Vasarely, si scoprir� che anche senza l�uso del colore l�occhio umano pu� essere ingannato, che il ritmo e la geometria, concetti cos� apparentemente immutabili, possono distorcere e ridisegnare la realt�.

Non mancheranno, infine, le incursioni dell�optical nel mondo del costume, della moda e del design. Una mostra che richieder� di essere guardata da vicino, incrociando le date e gli avvenimenti, in un percorso nel quale ad opere emblematiche come �Bambina che corre sul balcone� di Giacomo Balla o �Grey Scramble� di Frank Stella, si accosteranno curiosi strumenti destinati a creare immagini fugaci e sorprendenti.

Nella citt� di Galileo, non poteva non trovare spazio la tradizione di studi e sperimentazioni condotte, fin dal 1919, dalla scuola della psicologia della percezione dell�Universit� degli Studi di Padova. Ricerche nel campo della visione che hanno avuto uno straordinario impatto innovativo e che, travalicando l�ambito accademico e disciplinare, hanno contribuito a stimolare, a partire dagli anni Sessanta, un ambiente artistico-culturale d�avanguardia proiettando la citt� di Padova e i suoi artisti sulla scena internazionale.
Questa seconda parte dell�esposizione, sempre allestita a Palazzo del Monte, mette a confronto un�accurata selezione di documenti e studi accademici con le opere del Gruppo N, costituito proprio a Padova da Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi, e di Marina Apollonio: tutti protagonisti indiscussi della �nuova tendenza� ottico-cinetica. La mostra trover� cos� completezza in un ampio approfondimento monografico che riproporr� le opere, gli ambienti e gli allestimenti degli anni Sessanta. Grande rilievo verr� dato anche alla scuola di psicologia della percezione sviluppata all�interno dell�Universit� di Padova. Nello specifico, saranno approfondite le figure di Cesare Musatti, Fabio Metelli e Gaetano Kanizsa. In particolare, saranno esaminati i loro principali temi di studio e i rapporti fra la loro ricerca scientifica e quella artistica delle avanguardie ottico-cinetiche.

La mostra invade la citt�

La mostra non si conclude all�interno di Palazzo del Monte di Piet� ma invade la citt� con cinque installazioni: una grande spirale di 5 metri di Marina Apollonio trover� collocazione nel cortile antico del Bo; la configurazione circolare, affidata al contrasto di bianco e nero, induce a percepire uno spazio che simultaneamente si espande e contrae, suscitando nel pubblico un lieve senso di vertigine. All�interno del Museo di Storia della Medicina di Padova (MUSME), sar� invece allestita un�opera di Alberto Biasi dal titolo Tu sei, grazie alla quale lo spettatore si trover� al cospetto della moltiplicazione variopinta della propria ombra, divenendo lui stesso protagonista dell�opera. Infine, nella scenografica cornice dell�Orto Botanico di Padova saranno protagoniste le illusioni ottiche create da Edoardo Landi attraverso tre opere: Quadrato Cinevisuale e due Ipercubi virtuali.

Con il biglietto della mostra sar� possibile accedere al MUSME e all�Orto Botanico con tariffa ridotta e viceversa i biglietti di ingresso alle suddette sedi consentiranno l�ingresso in mostra con biglietto ridotto; l�accesso al cortile antico del Bo � invece gratuito.

Informazioni utili per la visita

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00. Sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 20.00.
Biglietti: intero € 12, ridotto € 9.

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